Lunedì 5 marzo 2018 ore 19.00 – Carla Garlatti, Presidente del Tribunale dei minori di Trieste. 

Carla Garlatti, Presidente Tribunale per i minorenni di Trieste, magistrato già addetto all’Ufficio legislativo del Ministero di Giustizia e Consigliere di Corte d’Appello, è stata invitata a trattare il tema La posizione della donna nel rapporto di coppia. Da esperta di diritto di famiglia, ha parlato dell’unione uomo donna  muovendo dal codice italiano del 1865 che stabiliva l’incapacità della donna sposata a compiere atti giuridici e a stare in giudizio senza l’autorizzazione maritale, per approdare ai giorni nostri con l’esame degli articoli che disciplinano la convivenza delle unioni di fatto.  Mentre la Carta Costituzionale nel 1948 riconosceva e sanciva la piena parità di diritti e di doveri fra i coniugi, sul piano della legislazione ordinaria rimanevano ancora in vigore le norme del Codice Civile del 1942, ispirate a un modello autoritario della famiglia della quale il marito era il “capo”.  La contraddizione perdurò fino al 1975, quando in attuazione del dettato costituzionale entrò in vigore la riforma del Diritto di Famiglia, che cambiò la struttura interna della famiglia riconoscendo alla donna una condizione di completa parità e in materia patrimoniale stabilì che “il regime patrimoniale della famiglia è costituito dalla comunione dei beni”. Marito e la moglie acquistano gli stessi diritti ed assumono i medesimi doveri.  Da sottolineare anche la norma stabilente che la donna conserva il proprio cognome, aggiungendo a esso quello del marito. Altro passaggio fondamentale è dato dalla legge del 1996, che ha inserito i reati di violenza sessuale tra quelli contro la persona e non più contro la morale. Mutamenti sociali e del costume, una maggiore sensibilità verso i diritti e la dignità della persona hanno ora imposto adeguamenti e approfondimenti normativi specifici sulla relazione di coppia, riguardanti anche le unioni di fatto. La legge 76 del 2016 riconosce il rapporto di stabile convivenza di fatto tra uomo e donna intesa tra “due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità, adozione o matrimonio” e detta per le parti una disciplina (a tutela della parte debole, in genere la donna) che contempla alcuni doveri e diritti. La registrazione della convivenza all’anagrafe è inoltre requisito indispensabile per stipulare un contratto che regoli anche i rapporti patrimoniali. Carla Garlatti ha poi risposto con precisione giuridica e dovizia di esempi ai numerosi quesiti posti dalle attentissime socie presenti.

20180305 Carla Garlatti e Susanna Errera

La Presidente Susanna Errera con Carla Garlatti, Presidente del tribunale dei minori di Trieste.

 

 

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